Lotta all’abbandono scolastico. Una priorità per l’Italia

Back to school

“Back to school” di Geoff Llerena (Flickr cc 2.0)

La riforma della scuola è di attualità. Sono molti gli aspetti da prendere in considerazione, dall’edilizia scolastica, alla stabilizzazione dei docenti precari, ad un maggiore collegamento o alternanza scuola-lavoro, fino ai programmi di studio e al metodo d’insegnamento in generale. Riforme indispensabili per ridare alla scuola un ruolo centrale nella formazione delle nuove generazioni per il futuro del nostro paese. Un punto importante sul quale una riforma della scuola dovrà soffermarsi è sicuramente l’alto tasso di abbandono scolastico esistente in Italia.

Per abbandono scolastico si intende l’interruzione degli studi e l’abbandono della scuola senza aver conseguito un titolo, da parte di giovani che hanno compiuto il sedicesimo anno d’età e che l’anno scolastico successivo non si riscrivono in alcun istituto. Tale termine viene quindi riferito a ragazze e ragazzi non più in età dell’obbligo scolastico. Come indicato in un documento del Servizio statistico del Ministero dell’Istruzione “La dispersione scolastica, con la prematura uscita degli studenti dal sistema scolastico, è un fenomeno che, se non efficacemente contrastato, potrebbe avere, nel medio-lungo periodo, conseguenze nello sviluppo del sistema Paese determinando un impoverimento del capitale umano.”

L’abbandono scolastico è presente in tutti gli Stati europei ma con differenze notevoli. L’Italia, purtroppo, presenta, a mio avviso, dati preoccupanti. L’ultima pubblicazione di Eurostat per il 2014 indica che in Italia lasciano i banchi di scuola il 15% degli adolescenti contro una media europea del 11,1%.

L’obiettivo dell’Unione Europea, nell’ambito della strategia europea per la crescita Europa 2020, nel campo dell’istruzione, è quello di arrivare ad un tasso di abbandono scolastico al di sotto del 10% entro il 2020. Tuttavia ogni obiettivo della strategia Europa 2020 è stato tradotto in obiettivi nazionali (e talvolta regionali) per riflettere le situazioni e le circostanze specifiche di ogni Stato membro. Per quanto riguarda il tasso di abbandono scolastico, gli obiettivi nazionali variano da un minimo di 4 % stabilito per la Croazia, ad un massimo di 15%-16 % fissato per l’Italia. L’Italia, dunque, ha già raggiunto il suo obiettivo nazionale ma è il più alto dei 28 paesi UE. Tutti gli Stati, ad eccezione di Bulgaria, Romania e Spagna, hanno come obiettivo quello di stare al di sotto del 10% e molti Paesi sono già ben al di sotto di questa soglia richiesta dalla Commissione Europea. Ad oggi i paesi UE che hanno un tasso di abbandono scolastico inferiore al 10% sono 19. In testa troviamo la Croazia (2,7%), la Slovenia (4,4) e la Polonia (5,4%).

In fondo alla classifica invece ci sono Spagna (21,9%), Malta (20,4%), Romania (18,1%) e Portogallo (17,4%).

L’Italia non si deve fermare al 15% ma darsi un obiettivo più ambizioso per non lasciare senza un futuro migliaia di giovani.


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